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Firenze Dèco - Atmosfere degli anni Venti

La collaborazione tra la Fondazione Arte della Seta Lisio e la mostra “Firenze Decò” presso Palazzo Medici Riccardi mette in luce il ruolo centrale della manifattura tessile fiorentina nella cultura decorativa del primo Novecento. La selezione di opere appartenenti agli Archivi della Fondazione Lisio testimonia la continuità tra tradizione artigianale, ricerca estetica e innovazione tecnica tipica del periodo Art Déco.

Firenze Déco, Atmosfere degli anni Venti

Dal 2 aprile al 25 agosto 2026 Palazzo Medici Riccardi a Firenze ospita Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti, una mostra che restituisce al grande pubblico il ruolo centrale della città nella diffusione dell’Art Déco in Italia ed Europa.

Promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E, l’esposizione – a cura di Lucia Mannini – racconta un decennio di straordinario fermento creativo, in cui Firenze si afferma come laboratorio raffinato di arti applicate, moda, design, teatro e arti decorative.

Le opere Manifattura Lisio in mostra:

Pompeiano e la ricerca decorativa dell'Art Déco

Tra le opere più rappresentative esposte figura il tessuto Pompeiano (1930), realizzato in lampasso lanciato di seta. Il motivo decorativo richiama il gusto dell'epoca per la citazione storica e l'archeologia, reinterpretate secondo il linguaggio elegante e geometrico dell'Art Déco.

Accanto a questo manufatto, anche Arte del Cambio (1920) e Scaccato (1927) testimoniano la ricerca della manifattura Lisio sulla struttura della superficie. Il velluto operato crea raffinati contrasti tra zone lucide e opache, mettendo in risalto il dialogo tra luce, materia e decorazione.

Regionale Corallino

Il campione “Regionale Corallino” (1930), realizzato in lampasso lanciato in cotone, evidenzia invece una produzione più accessibile, dimostrando come le tecniche decorative Lisio potessero essere applicate anche a materiali differenti rispetto alla seta.

Motivi decorativi e accessori: le cravatte del 1930

Particolarmente significativo è il gruppo delle cravatte del 1930, dove il tessuto viene applicato a un oggetto d’uso quotidiano trasformandolo in un esempio di lusso funzionale. I diversi disegni mostrano come il motivo decorativo non sia soltanto ornamentale, ma studiato in relazione alla forma dell’accessorio e alla sua fruizione.

Il valore del patrimonio tessile

Conservazione, ricerca e valorizzazione delle collezioni della Fondazione Lisio

Dal punto di vista museografico, la presenza di misure, tecniche, numeri di inventario e valori assicurativi sottolinea la natura archivistica e conservativa della collaborazione: ogni frammento tessile viene trattato come un documento storico oltre che come manufatto estetico.

 La Fondazione Lisio contribuisce quindi a valorizzare il tessuto non come semplice complemento della moda o dell’arredamento, ma come vera opera di design, in cui progetto, tecnica e cultura si incontrano.

La produzione tessile Art Déco

Gli oggetti presentati sono campioni tessili realizzati principalmente attraverso tecniche jacquard manuali, tra cui lampasso lanciato in seta e velluto tagliato operato in seta, lavorazioni complesse che permettono di creare superfici ricche di effetti cromatici e materici. La produzione degli anni Venti e Trenta evidenzia l’interesse dell’epoca per motivi geometrici, ritmi ornamentali e una decorazione raffinata, elementi caratteristici del linguaggio Déco.

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